Kina

Avevo dodici anni e la biblioteca regionale di Aosta offriva (e forse offre ancora) un servizio di ascolto e noleggio cd.

Sentii “Se ho vinto se ho perso” e subito rimasi colpito nonostante la tenera età.

Con il passare degli anni quei testi così diretti e così, se vogliamo, “pesanti” li ho capiti, interpretati e ambientati meglio.

Ieri sera una canzone è stata dedicata alla realtà di Aosta. A quella realtà che ti chiude, che ti taglia le ali se cerchi di emergere.

Bisogna pensare che quello che sono riusciti a fare è accaduto in un’epoca dove non esistevano internet, facebook, blog e mille minchiate ma in cui c’era solo la carta, la penna e la voglia di sbattersi.

Hanno girato l’Europa, suonato con i Fugazi, e ancora oggi trovi gente che quando gli dici da dove vieni ti dice: la città dei Kina!

Ieri sera ho visto persone dell’età dei miei genitori pogare e tutti quanti con il sorriso. Tutto questo è stato molto strano. Mi ha suscitato un non so che di malinconia. Chissà come dev’essere stato vivere quegli anni, avere l’età che ho io adesso negli anni ’80, quando la musica veniva dal cuore e la gente si faceva il culo invece che preoccuparsi di fare una band solo per apparire e fare a gara a chi ha più like sulla pagina di facebook.

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